Radiofrequenza ed emicrania

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Indicazioni

Curare l’emicrania con la radiofrequenza: questi trattamenti interventistici, seppur minimamente invasivi, si rivolgono ai pazienti che non rispondono ai trattamenti farmacologici. Si tratta in genere di donne dopo i 40 anni, nelle quali oltre a modificazioni ormonali, subentrano fattori come l’artrosi cervicale o patologie dentarie e dell’articolazione temporo-mandibollare. A questo punto della loro vita, trattamenti che sono stati efficaci per decenni, dicìventano ormai obsoleti, finche non si tratta anche la causa aggiuntiva.

Molto spesso, in seguito al trattamento con la radiofrequenza, i pazienti riducono (ed alcuni quasi cessano) la maggior parte dei farmaci finora assunti!



Indicazioni della radiofrequenza nell’emicrania

  • Emicrania con o senza aura
  • Cefalea a grappolo
  • Dolore facciale atipico
  • Nevralgia post-erpetica (fuoco di Sant’Antonio) della metà superiore del corpo
  • Distrofia Simpatica Riflessa (con impressionanti risultati)
  • Dolore articolare temporo-mandibollare
  • Sindrome regionale complessa (CPRS) nota anche come algodistrofia
  • Dolore da tumore del collo e testa
  • TAC: cefalee automatiche trigeminali: un gruppo che riunisce molti tipi di emicrania, inizialmente trattate come indipendenti una dall’altra. Vi consigliamo di leggere in questa pagina un interessante approfondimento.

Test infiltrativo del ganglio sfenopalatino: un esempio

Il percorso del paziente inizia con un’attenta valutazione ed anamnesi. Viene esaminata tutta la documentazione precedente. E’ importante avere a disposizione una risonanza magnetica cerebrale al fine di escludere cause misconosciute dell’emicrania. 

Una prospettiva di cura inizia sempre dalla esatta diagnosi. Per questo le nostre prima visite durano un’ora!

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In occasione della prima visita, quando esiste il sospetto diagnostico ed il paziente in quel momento presenta dolore, si esegue il test infiltrativa del ganglio sfenopalatino.

Come si esegue?

Non serve nessuna preparazione, è una tecnica sicura che non presenta controindicazioni per età o patologie.

Si tratta di una prova semplice se fatta da mani esperte: una piccola quantità di anestetico locale viene applicata nella parte posteriore della faringe, come mostrato nella figura. Una morbida apposita cannula, senza ago, ci permette di raggiungere il punto esatto. La mucosa assorbe l’anestetico locale e quest’ultimo raggiunge il ganglio, che si trova immediatamente al di sotto di essa. Nel giro di due minuti, se il ganglio influisce sulla nascita o mantenimento dell’emicrania, il paziente avverte un importante beneficio. La differenza è palese per il paziente, non si tratta solo di un lieve miglioramento. 

E’ importante, per questo motivo, eseguire il test quando l’emicrania è presente, in forma grave o lieve. In caso di dubbio per il paziente, il test viene ripetuto con un anestetico locale diverso. E’ importante per noi che il paziente sia convinto della cura proposta, del beneficio prospettato. In medicina non è permesso garantire il risultato di una procedura. Affrontare un percorso con la ragionevole certezza di un beneficio, è il massimo che possiamo offrire. 

Il test e la radiofrequenza di questo ganglio, non trovano indicazione nelle emicranie! Essendo questo raggiunto da stimoli cervicali e toracici, spesso viene trattato per la vertigine di origine cervicale e per la nevralgia post-erpetica (dopo infezione da Herper Zoster) che interessa la testa, le spalle, il torace e il braccio!

Radiofrequenza ed emicrania: la procedura

Dopo aver spiegato bene la procedura al paziente, si può programmare la radiofrequenza. La procedura si esegue in anestesia locale e una lieve sedazione. Non si tratta di una procedura lesiva per i nervi. Utilizziamo la cannula più sottile disponibile in commercio, prodotta con eccellenti materiali dalla più importante azienda di radiofrequenza al mondo. La punta della cannula è smussa, il che rende l’avanzamento della stessa un pò più complicato, ma così limitiamo lesioni si nervi o vasi!

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Il posizionamento dell’ago avviene in pochi minuti, sotto il controllo radiologico. Una stimolazione lieve ci permette di essere certi della corretta posizione. Viene riprodotto un lieve gonfiore o un formicolio che ci comunica il paziente. Successivamente, inizia l’applicazione della radiofrequenza pulsata, non lesiva, a 42°C per 15 minuti. 

Il beneficio

Di norma il beneficio è graduale, si isntaura nel corso di 5-8 settimane. Il paziente si rende conto che le crisi di dolore sono più distanziate e solitamente più lievi e più brevi. Nella nostra esperienza clinica, eseguendo tutte le fasi del test e del trattamento descritte, il beneficio è pressochè costante.

Trattandosi di una tecnica innovativa non possiamo esprimerci sulla durata del beneficio. In letteratura, negli studi esaminati, era ancora presente due anni dopo la radiofrequenza nella maggioranza dei pazienti. Nella nostra pratica clinica, abbiamo introdotto questa procedura a gennaio 2023. A distanza di un anno non è ancora stato necessario ripetere la procedura, su nessun paziente. 

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Da sapere per esprimere un consenso informato

La procedura è sicura, sono rare le complicanze. Come in ogni circostanza della vita, è meglio affidarsi a professionisti. Il Dott Panagiotakos esegue più di 300 interventi all’anno ed ha trattato complessivamente nella sua carriera più di 10000 nervi con la radiofrequenza. Questo numero di procedure rende necessaria la competenza e la preparazione per evitare ogni minima complicanza e garantire sempre il miglior risultato.

In questa procedura abbiamo notato come frequente nella nostra esperienza l’alterazione della sensibilità della metà del palato superiore, dal lato trattato. Non trattandosi di una procedura lesiva, questa strana sensazione si allevia nei mesi successivi. E’ tuttavia importante sapere che può presentarsi. 

Con la tecnica utilizzata, le altre complicanze riportate in letteratura che comprendono ematomi, puntura della parte posteriore dell’occhio e infezioni, non sono mai accaduti nella nostra pratica clinica. 


Bibliografia

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Le cefalalgie autonomico trigeminali hanno tutte in comune un incrocio importante, un intreccio di fibre nervose che comunicano a[…]

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Cosa scatena l’emicrania?

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L’emicrania, a tutte le età, può essere scatenata da vari stimoli. il 75% dei pazienti, conosce cosa evitare!